domenica 15 febbraio 2015

La scottiglia aretina

Il cacciucco di carni o Cacciucco del Casentino, è la celebre scottiglia, piatto emblematico della cucina aretina. Il nome deriva dal verbo "scottare" e la preparazione somiglia molto all'altrettanto famoso "buglione". IL Buglione però è diverso perchè non c'è il pomodoro e le carni vengono tritate, nella scottiglia invece i vari pezzi rimangono riconoscibili.
Una buona scottiglia va preparata per almeno 8 persone, per avere una buona varietà di carni: per esempio,mezzo coniglio, mezzo pollo, mezza faraona, mezzo chilo di agnello,altrettanto di maiale e vitellone. Non si usa cacciagione.
Circa la sua origine: "Nel contado del Casentino si andava <<a veglia>>, cioè ci si riuniva nei casolari per passare insieme lunghe serate noiose. Allora ognuno mandava il pezzetto di carne che in quel momento la sua terra, o il suo pollaio, o la sua stalla gli permetteva, nella casa che la sera lo avrebbe ospitato. Alla massaia non restava che mettere sul fuoco tutto, aggiungendo un po' di odori e di conserva di pomodoro. E non c'era bisogno nè di olio nè di sorveglianza. "
Guido Gianni "Antica gastronomia aretina"

Ingredienti per 8 persone

carni miste di vitellone, maiale, coniglio, agnello, faraona o pollo o anatra, circa 3 chili.
odori (carota sedano cipolla)
2 bicchieri di vino rosso
pomodori pelati 800 g
poco brodo
peperoncino, olio evo, sale
pane casalingo toscano 

In una padellona dai bordi alti fate rosolare, in 6 cucchiai di olio, abbondanti odori tritati.poi unite tutte le carni tagliate a pezzi piuttosto grossi.



Quando avranno preso colore, bagnate col vino che poi lascerete evaporare, aggiungete il peperoncino e i pomodori, salate e cuocete col coperchio a fiamma al minimo per almeno 2 ore, aggiungendo del brodo mano a mano che occorre.
Alla fine le carni dovranno essere morbidissime, la carne si dovrà staccare dagli ossi e il sughetto essere abbondante.
Servite il tutto in una zuppiera, dove avrete messo fatte di pane abbrustolite e, volendo, agliate.


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