mercoledì 19 agosto 2009

Come pulire un volatile

ormai è rarissimo trovarsi un pollo ruspante sul bancone di cucina
però può capitare al ritorno da una gita in campagna o se qualche gentile cacciatore regala un bel fagiano  o semplicemente se decidete di comprare un animale da pulire in qualche supermercato
se la bestia ha ancora le penne:
bisogna mettere a bollire una bella pentola di acqua e quando è bella calda immergere poco alla volta il volatile per ammorbidire l'ingresso delle penne nella pelle
si comincia dal petto andando verso il collo, tirando verso il senso di crescita delle penne per evitare di lacerare al pelle, poi si gira e si spenna dalla coda in avanti
poi si gira la bestia a petto in giù e si tolgono le penne dal dorso, si allargano le ali e si liberano anche quelle; con un coltello affilato si tagliano le penne sulle punte delle ali
per ultimo si spennano quelle della coda e si eliminano gli spuntoni sulla spina dorsali con delle pinzette; poi si passa tutto l'animale sul fuoco per bruciare i residui rimasti
adesso l'animale è pronto per essere pulito, vi faccio vedere col galletto livornese che ho preparato poi con una ricetta francese:




appoggiamo  il gallo sul petto, pizzichiamo la pelle all'altezza delle spalle e la incidiamo per 3 cm per denudare il collo, lo sfiliamo e lo togliamo







rigiriamo il gallo lo appoggiamo sulla schiena e tagliamo le zampe sotto la giuntura



poi tagliamo le unghie e se usiamo le zampe col collo per un brodo le abbrustoliamo sul fuoco per poterle spellare con facilità









per preparare il collo ripieno si rovescia la pelle del collo e si sfila l'osso piano piano poi si taglia all'altezza della testa. si taglia con le forbici la lingua e il becco





taglio la lingua e il becco

ecco il collo pronto per essere riempito


col pollo sempre a pancia in giù si infila una mano dentro l'apertura dell'ano e si levano le frattaglie facendo attenzione a non rompere il sacchettino verde del fiele se no rende amaro tutto quanto







qui ci sono tutte le interiora quelle buone e quelle da buttare




ecco il sacchettino del fiele staccato intero
invece dall'apertura del collo infilare due dita e ruotarle all'interno per staccare i polmoni dalle costole, passare l'indice sotto il gozzo staccarlo dalla pelle, agganciarlo ed estrarlo
nel sottocoda c'è il sacchetto delle ghiandole perianali.. sono cattive e danno un cattivo sapore se anche voi come me amate il pezzettino detto "boccon del prete"






allora bisogna tagliarlo via con un colpo deciso di coltello
rimane il ventriglio da pulire




esso è lo stomaco del gallo si apre tagliando dall'apertura, vedrete che dentro è pieno ancora dell'ultimo pasto dell'animale


spello il ventriglio
si sciacqua sotto l'acqua corrente poi si toglie la pellicina gialla e si lava di nuovo









mentre si pulisce il gallo notiamo grandi porzioni di grasso giallo vicino alle imboccature lo togliamo perchè renderebbero la preparazione successiva troppo unta
però non buttiamolo via
può servire per preparare delle ottime patate al forno.




ecco il fegato, il cuore, il ventriglio e il grasso

domenica 16 agosto 2009

Napoli, un sogno avverato

il tre agosto partii per Napoli per visitare la città e conoscere due grandissime amiche del web
Fiorellino ed Estrelia14
sono stata ospite coccolatissima e sono tornata ingrassata e felice
Napoli è bellissima e mi è entrata nel cuore e le persone napoletane hanno una spontaneità e una spigliatezza che al nord è sconosciuta
ti mettono la casa in mano... sono generosi... allegri... e spensierati anche se hanno problemi... come tutti del resto
per la prima volta presi l'aereo e tutto il nervosismo dei giorni precedenti (stressai snupyna fino all'inverosimile grazie roberta per avermi sopportato ) si rivelò inutile
viaggiai benissimo e il check in non fu poi niente di tragico.....
l'albergo prenotatomi da Fiorellino era semplicemnte fantastico: un 4 stelle in cui fui coccolata e in cui mi trovai benissimo
qui è la tavola della prima colazione.. nel cui buffet c'era davvero di tutto
il mio posto alla tavola dell
durante il mio soggiorno ho avuto modo di assaggiare delle specialità napoletane
la pizza fritta che va mangiata calda calda

pizzza fritta
la pasta colle patate di rita ... una bontà filante dovuta alla provola dentro che dà un saporino tutto speciale
(comprai la pasta apposta per rifarla anche a genova)

pasta e patate da rita
gli scialatielli coi funghi da romina, che però non hanno la foto perchè "tenevo fame", abbiamo mangiato che erano quasi le dieci di sera e avevo uno sbrano.................
tutto il giorno a girare eravamo state dappertutto e feci decine di foto di posti incantevoli

a mezzodì... bè erano quasi le due , mangiammo a rosso pomodoro e io scelsi "o ciurillo" e "o bocconcino"
il primo è un piatto di spaghettoni alla chitarra coi fiori di zucchina che adoro e i muscoli


il secondo sono bocconcini di bufala con pomodorini e pane

da urlo nella loro semplicità

ci sono ancora tantissime cose da dire e vi devo mostrare i regali che mi fece rita abbiate pazienza piano piano aggiorno
intanto ecco le tre grazie nella loro bellezza (foto gentilmente fornita da romina visto che io non ho alcuna foto di noi)

ciurille-mie
al mattino dopo la colazione irrompevo in casa di fiorellino e venivo coccolata da tutta la famiglia
Pino il marito è una vera enciclopedia... mi ruba il mestiere... sa davvero tutto di tutto e nonostante fosse convalescente da una delicata operazione, si offrì di portarci l'ultima sera a fare una passeggiata bellissima per vedere napoli by night
salimmo sul Vomero e Napoli era sotto in nostri occhi... immensa .. da brivido... io abituata alla mia piccola Genova, rimasi annichilita

ufo 1
questa foto è inquietante.. qui eravamo sopra a posillipo quando un razzo rosso o qualcosa del genere apparve in alto e scese verso la terra sparendo completamente è poi riapparendo..
non siamo riuscite a spiegarci cosa potesse essere...
ufo 3
qui ha quasi raggiunto terra prima di sparire definitivamente...
rita volle a tutti costi farmi partire con un ricordo della sua bella città
ecco quello che scelsi
capodimonte rita
è un bellissimo bouquet di capodimonte finisssimo nella sua composizione e dipinto in maniera magistrale

questa collana invece è stata regalata dalle sue figlie

due gioielli di educazione e simpatia.. mi sono affezionata in modo particolare a loro, specialmente a Chiara.
collana di rita
mancano ancora le foto del mio pomeriggio con Romina e altre foto delle mie uscite con rita...
devo scegliere quelle più significative... ne ho fatte un centinaio...

sabato 15 agosto 2009

Il pane di Como

è facile perchè è a impasto diretto

1 kg farina per pane
550 g acqua a temperatura ambiente
40 g lievito
20 g sale
10 g malto

impastare a mano... almeno 20 minuti
lasciar riposare dopo la lavorazione 30 minuti a temperatura ambiente


poi fare la spezzata del peso desiderato io ho fatto 4 pani



 e dopo aver formato delle pagnotte rotonde farle riposare coperte 20 minuti


dopo la lievitazione


allungarli a formare dei filoni

farli lievitare altri 20 minuti e poi stamparli.. esiste uno stampo metallico apposta che sembra un boccale di birra col manico.. io ho usato un mug...




adesso bisogna con delicatezza capovolgere i pani con lo stampo sotto e metterli a lievitare con una tovaglia che li trattenga per mantenere al lievitazione in forma

 e lasciarli lievitare per 50 minuti a 28°
poi si capovolgono di nuovo colla spaccatura in alto e si mettono in teglia in forno caldo col pentolino di acqua a 220° per almeno 40 50 minuti






Il pane di Triora

è un pane molto rustico tipico di Triora e della valle Argentina, nell'entroterra imperiese: è un pane casereccio fatto con farina di tipo 1 anzi con tre tipi di detta farina, acqua di sorgente, lievito di birra (e non lievito madre come spesso si dice) e cotto in un letto di crusca.
le pagnotte pesano 850 g e hanno un tipico segno quadrato sulla crosta: caratteristico è  il servizio col bruss un formaggio morbido imperiese
il luogo di origine è un borgo molto rinomato dalla storia antica e tormentata perchè legata alle streghe che lo popolavano, qui processate e bruciate sui roghi.
si riteneva che nel pane tra gli ingredienti ci fosse anche la segale cornuta, che con l'acido lisergico creava alterazioni del sistema nervoso e quindi pazzia

poichè non sono riuscita a procurarmi la farina 1 ho mescolato la farina 2,  che uso spesso per panificare,con la farina 0

500 g di farina 0 e 2 in proporzione 2:1
15 g lievito di birra
300 g acqua circa da unire poco alla volta (la farina che uso assorbe più acqua di quella 00)
un pizzico di sale
crusca per spolverare

si fa un impasto piuttosto morbido con gli ingredienti meno la crusca, per la morbidezza si deve riuscire a lavorarlo ma deve essere un po' appiccicoso
si lascia lievitare 40 minuti, poi si prepara la forma che deve essere rotonda e si mette sulla teglia spolverizzata di crusca
si inforna a forno caldo a 220° dopo averla spolverizzata di crusca anche sopra (a me non piace e sopra ho messo della semola) e si fa cuocere per circa un'ora abbassando la temperatura dopo 15 minuti  a 220° e mettendo il solito pentolino per creare il vapore


questo è il sotto, si vede bene la crusca appiccicata





la fetta: è un pane che non lievita molto per via della farina integrale.....

venerdì 14 agosto 2009

Penne gamberi e zucchine

ricetta dell'eclettico Marcello come molte di quelle a base di pasta e pesce pubblicate qui

per 4 persone

200 g di code di gamberi sgusciate
2 zucchine trombette (o quelle che trovate)
1 cipollotto
  pomodori datterini mezza vaschetta
prezzemolo tritato
vino bianco olio evo sale
200 g di penne

in poco olio rosolate la cipolla e poi passate le zucchine a rondelle, fate stufare leggermente coperto in modo che il vapore delle verdure inumidisca la preparazione
aggiungete i pomodorini tagliati a metà e i gamberi ... spruzzate col vino e aggiustate di sale
fate andare in tutto una ventina di minuti, al'ultimo aggiungete una spolverata di prezzemolo tritato
cuocete le penne al dente e fatele saltare nella padella prima di portarle in tavola





giovedì 13 agosto 2009

Orzo marino

è un piatto fresco e particolare con l'orzo al posto del riso

per 4 persone

200 g di orzo perlato
400 g gamberi
350 g seppioline
450 g coda di rospo
350 g di totani o calamari
1 ciuffo di prezzemolo tritato
sale
ci sta bene anche un peperone tagliato a cubetti e rosolato in poco olio

può essere gustato come piatto unico... in tal caso accompagnare con una insalata o con verdure cotte al vapore
lavate ben l'orzo mettetelo in una pentola con molta acqua e sale e fatelo cuocere per circa un'ora
pulite seppie e calamari e fateli cuocere in acqua salata per 10 min. scolateli
nella stessa acqua di cottura lessate la coda di rospo per 15 min e i gamberetti per 5 min
tagliate i corpi dei molluschi a striscioline e lasciate interi i ciuffetti, tagliate a dadini la coda di rospo sgusciate i gamberi e togliete il budellino nero. mettete la mescolanza in una terrina e condite con l'olio e il prezzemolo tritato
se vi piace il peperone unite anche quello passate l'orzo una volta cotto sotto l'acqua fredda per fermare al cottura e unitelo al pesce. aggiustate di olio e di sale mescolate e servite