delicatissimi come sapore e molto curiosi
Ingredienti
150 g di petto di pollo
100 g panna fresca
20 g farina
20 g burro
8g colla di pesce
1 albume
300 g latte
poca ketchup, pistacchi o pinoli per decorare
si passa il petto di pollo crudo al tritatutto fine fine si mette in una ciotola e si unisce alla panna e all'albume si sala e si monta con la frusta finchè diventa bello spumoso
poi si mette nel sap con beccuccio liscio grosso ( o senza) e si fanno dei piccoli bignè sulla teglia coperta di carta da forno. si mettono in forno a 200° per 10 m
nel frattempo si fa ammorbidire la colla al solito poi si scalda il latte e ci si fa sciogliere la colla
si prepara una besciamella con la farina il burro il sale e il latte colato cuocendola almeno 5 minuti o finchè non si addensa
si fa freddare e quasi rassodare( io mi sono fermata con Marcello a fare una cosa e mi è scappato il rassodamento, voi glassateli un po' prima)
mettete i pasticcini su una gratella e sotto mettete un vassoio fate colare la besciamella che se è soda al punto giusto forma una specie di glassa densa sul pasticcino, mano a mano metteteli su pirottini per accentuare la somiglianza coi bigne
tenete da parte due cucchiai di besciamella metteteci un cucchiaino di ketchup e girate
mettete in un sap o un sacchettino e fate un buchino in fondo ricamate al superficie dei pasticcini e completate coi pistacchi a pezzettini (staccano meglio) oppure con pinoli o capperi o quello che volete
al fresco almeno un ora prima di servirli
la dose basta per stuzzicare 8 persone
giorno dopo giorno, provo e assaggio piatti che provengono da varie fonti: piatti regionali, piatti internazionali, piatti di grandi chef, piatti di cuochi amatoriali... non ripeto mai due volte la stessa ricetta, non mi precludo la scelta di alcun ingrediente. Uniche regole: l'eccellenza, la sostenibilità e l'adesione il più possibile alla ricetta originale
mercoledì 20 gennaio 2010
Tagliatelle alla fornaia e tagliatelle con le nocciole
non ho idea del perchè si chiami così.... visto che col panificio non c'entra niente
è una variante del pesto molto buona
tagliatelle fatte in casa o secche 500 g per 6 persone
5 mazzi di basilico
100 g di noci
100 g formaggio sardo salato
olio evo sale
si pesta nel mortaio il basilico, le noci spezzate e il formaggio grattugiato aggiungendo piano olio a sufficienza per fare una salsina tipo il pesto (circa 4 cucchiai di olio)
altrimenti santo frullatore o santo bimby
si assaggia e si coregge di sale al proprio gusto.. attenzione al pecorino sardo
si cuoce la pasta al dente e si condisce colla salsa allungandola appena con poco acqua della pasta
si serve a piacere con parmigiano o pecorino grattugiati o mix di entrambi (da sballo)
invece la pasta alle nocciole è questa
100 g nocciole pelate
100 g panna da cucina
100 g latte
50 g parmigiano grattugiato
1 spicchio di aglio
si frulla tutto
tutto qui
si condisce la pasta unendo un po di prezzemolo tritato che da un gustino speciale
è una variante del pesto molto buona
tagliatelle fatte in casa o secche 500 g per 6 persone
5 mazzi di basilico
100 g di noci
100 g formaggio sardo salato
olio evo sale
si pesta nel mortaio il basilico, le noci spezzate e il formaggio grattugiato aggiungendo piano olio a sufficienza per fare una salsina tipo il pesto (circa 4 cucchiai di olio)
altrimenti santo frullatore o santo bimby
si assaggia e si coregge di sale al proprio gusto.. attenzione al pecorino sardo
si cuoce la pasta al dente e si condisce colla salsa allungandola appena con poco acqua della pasta
si serve a piacere con parmigiano o pecorino grattugiati o mix di entrambi (da sballo)
invece la pasta alle nocciole è questa
100 g nocciole pelate
100 g panna da cucina
100 g latte
50 g parmigiano grattugiato
1 spicchio di aglio
si frulla tutto
tutto qui
si condisce la pasta unendo un po di prezzemolo tritato che da un gustino speciale
Le fettuccine partendo dall'uovo (schede pastificio)
per comodità ho preparato un impasto unico con 4 uova e 400 g di farina a anche se ci sono diverse varianti per i vari formati
se si usa la sfogliatrice per tirare la pasta non sarebbe necessario farla riposare perchè i rulli schiacciano il glutine impedendogli di resistere
se invece si tira a mano come ho fatto io è meglio lasciar riposare la pasta coperta almeno mezz'ora così il glutine si distende ed è più facile stendere la pasta
se non si usa la planetaria è bene lavorare l'impasto a lungo.. almeno quindici minuti... con la planetaria ne bastano 8 di minuti
cmq il tavolo deve rimanere perfettamente pulito senza pasta che si appiccichi
si spolvera appena il tavolo con la farina e si spiana la pasta con le mani o con colpi di mattarello
per lavorare la sfoglia a mano non si divide in pezzi ma si usa intera
per usare bene il mattarello si devono tenere i polsi attaccati al tavolo e dare colpi verso l'esterno col mattarello in modo che la pasta VISIBILMENTE si allunghi verso l'esterno le mani vanno tenute ai lati del mattarello fuori dalla pasta e si gira la stessa di un quarto di giro ogni volta in modo da assottigliarla in maniera uniforme
quando la pasta è troppo grossa per poterla girare si arrotola intorno al mattarello e si srotola dall'altra parte in modo da avere una volta un lato e una volta l'altro a contatto col mattarello
bisognerebbe arrivare a far debordare la sfoglia dal tavolo: secondo le sfogline bolognesi sollevandola bisognerebbe vedere il santuario di S. Luca in trasparenza
quando la sfoglia è grande per assottigliarla bisogna arrotolarne una parte sul mattarello e poi andare avanti e indietro appoggiando le mani sul mattarello cosicchè la sfoglia si allunga verso l'esterno
quando è pronta si lascia asciugare se possibile fino a che piegandone un lembo esso si spezza come un pezzo di carta
per questo serve un mattarello molto lungo: le vere sfogline ne hanno uno costruito apposta secondo il loro peso e la loro altezza
ecco i ferri del mestiere: il mattarellino e la coltellina
la larghezza non dovrebbe mai superare la lunghezza del mattarello e lo spessore essere sul millimetro
si piega in 4 parti a libro e si comincia a tagliare col coltello esso deve essere a lama larga e non va schiacciato sulla sfoglia se no la piega troppo: bisogna appoggiare la punta sul tavolo e poi abbassarlo velocemente sulla pasta
così
e così
ogni formato ha i suoi cm di misura alcuni sono proprio fiscali come i tajarin piemontesi che devono essere stretti 2 mm oppure le tagliatelle bolognesi che devono essere cotte larghe come la 12270esima parte dell'altezza della torre degli asinelli, cioè 8 mm al taglio della pasta cruda
ecco le pappardelle anche se effettivamente le pappardelle vere sono diverse sono delle specie di lasagne lunghe 6 cm cmq quelle che si vendono per pappardelle sono larghe 3 cm
per fare la stessa misura dopo aver tagliato la prima si mette sopra la pasta e si taglia a misura
le lagane anche se si fanno con la semola di grano duro
circa 2,5 - 2 cm di larghezza
le fettucce e le fettuccine laziali: le prime sono larghe 12 mm le seconde larghe 5 mm
le tagliatelle emiliane
i tagliolini 4 mm e i tajarin (che andrebbero fatti con 2 uova 5 tuorli per mezzo chilo di farina)
una volta tagliata la pasta si srotola subito e si mette ad asciugare
per facilitare i passaggi è buona regola spolverare con farina grossa tipo mais o semolini vari
se si usa la sfogliatrice per tirare la pasta non sarebbe necessario farla riposare perchè i rulli schiacciano il glutine impedendogli di resistere
se invece si tira a mano come ho fatto io è meglio lasciar riposare la pasta coperta almeno mezz'ora così il glutine si distende ed è più facile stendere la pasta
se non si usa la planetaria è bene lavorare l'impasto a lungo.. almeno quindici minuti... con la planetaria ne bastano 8 di minuti
cmq il tavolo deve rimanere perfettamente pulito senza pasta che si appiccichi
si spolvera appena il tavolo con la farina e si spiana la pasta con le mani o con colpi di mattarello
per lavorare la sfoglia a mano non si divide in pezzi ma si usa intera
per usare bene il mattarello si devono tenere i polsi attaccati al tavolo e dare colpi verso l'esterno col mattarello in modo che la pasta VISIBILMENTE si allunghi verso l'esterno le mani vanno tenute ai lati del mattarello fuori dalla pasta e si gira la stessa di un quarto di giro ogni volta in modo da assottigliarla in maniera uniforme
quando la pasta è troppo grossa per poterla girare si arrotola intorno al mattarello e si srotola dall'altra parte in modo da avere una volta un lato e una volta l'altro a contatto col mattarello
bisognerebbe arrivare a far debordare la sfoglia dal tavolo: secondo le sfogline bolognesi sollevandola bisognerebbe vedere il santuario di S. Luca in trasparenza
quando la sfoglia è grande per assottigliarla bisogna arrotolarne una parte sul mattarello e poi andare avanti e indietro appoggiando le mani sul mattarello cosicchè la sfoglia si allunga verso l'esterno
quando è pronta si lascia asciugare se possibile fino a che piegandone un lembo esso si spezza come un pezzo di carta
per questo serve un mattarello molto lungo: le vere sfogline ne hanno uno costruito apposta secondo il loro peso e la loro altezza
ecco i ferri del mestiere: il mattarellino e la coltellina
la larghezza non dovrebbe mai superare la lunghezza del mattarello e lo spessore essere sul millimetro
si piega in 4 parti a libro e si comincia a tagliare col coltello esso deve essere a lama larga e non va schiacciato sulla sfoglia se no la piega troppo: bisogna appoggiare la punta sul tavolo e poi abbassarlo velocemente sulla pasta
così
e così
ogni formato ha i suoi cm di misura alcuni sono proprio fiscali come i tajarin piemontesi che devono essere stretti 2 mm oppure le tagliatelle bolognesi che devono essere cotte larghe come la 12270esima parte dell'altezza della torre degli asinelli, cioè 8 mm al taglio della pasta cruda
ecco le pappardelle anche se effettivamente le pappardelle vere sono diverse sono delle specie di lasagne lunghe 6 cm cmq quelle che si vendono per pappardelle sono larghe 3 cm
per fare la stessa misura dopo aver tagliato la prima si mette sopra la pasta e si taglia a misura
le lagane anche se si fanno con la semola di grano duro
circa 2,5 - 2 cm di larghezza
le fettucce e le fettuccine laziali: le prime sono larghe 12 mm le seconde larghe 5 mm
le tagliatelle emiliane
i tagliolini 4 mm e i tajarin (che andrebbero fatti con 2 uova 5 tuorli per mezzo chilo di farina)
una volta tagliata la pasta si srotola subito e si mette ad asciugare
per facilitare i passaggi è buona regola spolverare con farina grossa tipo mais o semolini vari
Pappardelle al fagiano
PAPPARDELLE AL FAGIANO
Ingredienti per 4 persone
pappardelle fresche (4 uova e 400 g di farina, impastate stese sottile e tagliata larga a strisce con la rotella dentata)
1 fagiano pulito
200 g panna fresca
sedano, carota, cipolla, scalogno
vino bianco, brandy, brodo, olio evo, sale
fiammeggiate il fagiano poi staccate il petto e tenetelo da parte.
dividete in pezzi il resto e rosolatelo in poco olio col trito di sedano carota e cipolla. mettete il vino coprite con brodo e fate cuocere per 40 m coperto
cuocete il petto in una noce di burro con lo scalogno tritato, fate colorire e fiammeggiate col brandy, abbassate le fiamma, bagnate con 1 mestolo di bordo coprite e fate cuocere 20 m unendo altro brodo, spegnete e tenete al caldo
spolpate il fagiano a pezzi e tritate fine la carne col suo sughetto, fate cuocere le pappardelle
mettete il sughetto in padella con la panna fate bollire e saltateci le pappardelle, guarnite col petto tagliato a fettine sottili
pappardelle
nel piatto
Ingredienti per 4 persone
pappardelle fresche (4 uova e 400 g di farina, impastate stese sottile e tagliata larga a strisce con la rotella dentata)
1 fagiano pulito
200 g panna fresca
sedano, carota, cipolla, scalogno
vino bianco, brandy, brodo, olio evo, sale
fiammeggiate il fagiano poi staccate il petto e tenetelo da parte.
dividete in pezzi il resto e rosolatelo in poco olio col trito di sedano carota e cipolla. mettete il vino coprite con brodo e fate cuocere per 40 m coperto
cuocete il petto in una noce di burro con lo scalogno tritato, fate colorire e fiammeggiate col brandy, abbassate le fiamma, bagnate con 1 mestolo di bordo coprite e fate cuocere 20 m unendo altro brodo, spegnete e tenete al caldo
spolpate il fagiano a pezzi e tritate fine la carne col suo sughetto, fate cuocere le pappardelle
mettete il sughetto in padella con la panna fate bollire e saltateci le pappardelle, guarnite col petto tagliato a fettine sottili
pappardelle
nel piatto
Strengozze al castrato
piatto tipico abruzzese
400 g di polpa di castrato (eventualmente sostituitela con abbacchio o agnello)
40 g lardo e 1 cucchiaio di olio evo
1 cipolla e un rametto di rosmarino
200 cc di vino bianco secco
400 g pelati o passata
50 g pecorino abruzzese grattugiato
sale
per la pasta 400 g di farina, acqua sale
prepariamo la pasta al solito con acqua farina e sale l'acqua sarà tiepida
stendiamo la pasta col mattarello a circa 4 mm di spessore e tagliamo a rombi o piccoli formati irregolari facciamo asciugare bene
intanto prepariamo il sugo:
tritiamo il lardo e facciamolo sciogliere con l'olio tritiamo la cipolla col rosmarino e facciamolo imbiondire per 8 minuti nel lardo
uniamo la polpa di castrato a cubetti e facciamo rosolare a fuoco vivo per 6 minuti poi bagnamo col vino e lasciamo consumare poi il pomodoro e cuociamo a fuoco medio per 40 minuti regolando di sale solo alla fine
cuociamo in abbondante acqua salata le strengozze e condiamole col sugo unendo il pecorino
400 g di polpa di castrato (eventualmente sostituitela con abbacchio o agnello)
40 g lardo e 1 cucchiaio di olio evo
1 cipolla e un rametto di rosmarino
200 cc di vino bianco secco
400 g pelati o passata
50 g pecorino abruzzese grattugiato
sale
per la pasta 400 g di farina, acqua sale
prepariamo la pasta al solito con acqua farina e sale l'acqua sarà tiepida
stendiamo la pasta col mattarello a circa 4 mm di spessore e tagliamo a rombi o piccoli formati irregolari facciamo asciugare bene
intanto prepariamo il sugo:
tritiamo il lardo e facciamolo sciogliere con l'olio tritiamo la cipolla col rosmarino e facciamolo imbiondire per 8 minuti nel lardo
uniamo la polpa di castrato a cubetti e facciamo rosolare a fuoco vivo per 6 minuti poi bagnamo col vino e lasciamo consumare poi il pomodoro e cuociamo a fuoco medio per 40 minuti regolando di sale solo alla fine
cuociamo in abbondante acqua salata le strengozze e condiamole col sugo unendo il pecorino
Stracci di pasta fresca c on stracotto di cavallo
questo è un piatto unico nel senso che col sugo dello stracotto si condisce la pasta
io non sono molto amante della carne equina, l'unico modo in cui la mangio sia di asino che di cavallo è in codesto modo cioè con lunga cottura e sugo che stempera un po' il dolciastro della carne
rimane molto morbida e gustosa
per gli stracci:
150g di farina di semola e 150 g di farina 00 più poca per lavorarla, 1 uovo
io di solito non salo la pasta seguendo una tradizione familiare, voi se siete abituate a salarla fatelo pure
la pasta si prepara facendo la fontana con le due farine e unendo l'uovo e circa 80- 100 g di acqua tiepida; deve venire soda..
fatela riposare al solito per almeno 30 min, anche di più va bene visto che la semola ha il glutine più forte, poi tiratela sottile e tagliatela a quadri o forme irregolari: gli stracci
per lo stracotto:
600 g polpa di cavallo
400 g passata di pomodoro
odori
alloro, basilico, rosmarino
concentrato di pomodoro,
brodo circa 400 g
olio evo sale
fate rosolare il cavallo nell'olio unite gli odori a pezzi grossi, la passata di pomodoro, rosmarino, molto basilico una foglia di alloro, sale e brodo dove avrete sciolto un cucchiaio di concentrato, e fate cuocere coperto e a bassa fiamma per almeno 2 ore e mezzo
qui viene bene la pentola a pressione basta un'ora e mezzo semmai fate poi ridurre a pentola aperta se avete il liquido troppo diluito
quando lo stracotto è pronto sollevatelo dal sugo e passate quest'ultimo dal passaverdura per ispessirlo con tutti i sapori togliendo i fusti legnosi se ci sono
buttate la pasta e quando è cotta conditela col sugo dello stracotto e abbondante pecorino grattugiato
io non sono molto amante della carne equina, l'unico modo in cui la mangio sia di asino che di cavallo è in codesto modo cioè con lunga cottura e sugo che stempera un po' il dolciastro della carne
rimane molto morbida e gustosa
per gli stracci:
150g di farina di semola e 150 g di farina 00 più poca per lavorarla, 1 uovo
io di solito non salo la pasta seguendo una tradizione familiare, voi se siete abituate a salarla fatelo pure
la pasta si prepara facendo la fontana con le due farine e unendo l'uovo e circa 80- 100 g di acqua tiepida; deve venire soda..
fatela riposare al solito per almeno 30 min, anche di più va bene visto che la semola ha il glutine più forte, poi tiratela sottile e tagliatela a quadri o forme irregolari: gli stracci
per lo stracotto:
600 g polpa di cavallo
400 g passata di pomodoro
odori
alloro, basilico, rosmarino
concentrato di pomodoro,
brodo circa 400 g
olio evo sale
fate rosolare il cavallo nell'olio unite gli odori a pezzi grossi, la passata di pomodoro, rosmarino, molto basilico una foglia di alloro, sale e brodo dove avrete sciolto un cucchiaio di concentrato, e fate cuocere coperto e a bassa fiamma per almeno 2 ore e mezzo
qui viene bene la pentola a pressione basta un'ora e mezzo semmai fate poi ridurre a pentola aperta se avete il liquido troppo diluito
quando lo stracotto è pronto sollevatelo dal sugo e passate quest'ultimo dal passaverdura per ispessirlo con tutti i sapori togliendo i fusti legnosi se ci sono
buttate la pasta e quando è cotta conditela col sugo dello stracotto e abbondante pecorino grattugiato
Quajettes
sono un piatto piemontese che cambiando nome (tipo uccellini scappati) si trova anche in altre regioni
si fanno con fettine di vitello
è una ricetta tipica piemontese...
per 6
6 fettine di vitello tagliate il più sottile possibile
100 g mollica di pane
6 fette di lardo
6 bastoncini di fontina
2 torli
acciughe sott'olio 4
salvia, prezzemolo e maggiorana
burro, marsala ,sale
si trita la mollica e la si impasta con torli, acciughe e erbe tritate
si salano le fette e si spalma la farcia poi si mette sopra la fontina
si chiudono bene ,si avvolgono nel lardo e si fermano con gli stuzzicadenti
si rosolano nel burro spumeggiante e si bagnano col marsala si coperchiano e si fanno cuocere bene (circa 15 minuti.. controllare)
in poco burro far colorire 6 belle foglie grosse di salvia
si servono gli involtini dopo aver tolto gli stecchini e aver messo una foglia di salvia su ognuno bagnandoli col sughetto
interno
si fanno con fettine di vitello
è una ricetta tipica piemontese...
per 6
6 fettine di vitello tagliate il più sottile possibile
100 g mollica di pane
6 fette di lardo
6 bastoncini di fontina
2 torli
acciughe sott'olio 4
salvia, prezzemolo e maggiorana
burro, marsala ,sale
si trita la mollica e la si impasta con torli, acciughe e erbe tritate
si salano le fette e si spalma la farcia poi si mette sopra la fontina
si chiudono bene ,si avvolgono nel lardo e si fermano con gli stuzzicadenti
si rosolano nel burro spumeggiante e si bagnano col marsala si coperchiano e si fanno cuocere bene (circa 15 minuti.. controllare)
in poco burro far colorire 6 belle foglie grosse di salvia
si servono gli involtini dopo aver tolto gli stecchini e aver messo una foglia di salvia su ognuno bagnandoli col sughetto
interno
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