venerdì 14 giugno 2013

Zuccotto alle fragole (o frutti rossi)

Un dolce impegnativo da preparare ma veramente buono



Ingredienti
110 g farina 00
110 g zucchero
3 uova
30 g burro
1 baccello di vaniglia

per la salsa alla frutta
110 g di fragole
100 g di lamponi
succo di limone
100 g zucchero

per la crema alla vaniglia
250 ml di latte
70 g zucchero
12 g gelatina
3 torli
1 cucchiaio di fecola
1 baccello di vaniglia
250 ml di panna fresca
150 g fragole
150 g lamponi
3 cucchiai di gran marnier

montate le uova con lo zucchero, unite la farina setacciata e i semini della vaniglia e fate un impasto ben amalgamato. stendetelo su una placca coperta con un foglio di carta forno e cuocete in forno a 180° C per 12 minuti


prepariamo la salsa
frullare i frutti rossi con lo zucchero e poco succo di limone, versarla sulla pasta biscotto, sformata su un canovaccio e ripulita della crosta e arrotolatela con l'aiuto del canovaccio

facciamo la crema
lavoriamo i torli con lo zucchero la fecola e i semini di vaniglia. aggiungete il latte caldo a filo e portate la crema sul fuoco per farl ispessire, senza farla bollire
mettete la gelatina in acqua per idratarla, versatela nella crema calda e mescolate bene per scioglierla
quando il composto comincia a tirare, unire la panna montata (250 g)
Tagliare il biscotto arrotolato a fette e foderare con esse il fondo e le pareti di uno stampo da zuccotti spennellato col gran marnier



  tenere da parte alcune fragole e lamponi per la decorazione e tagliare i rimanenti a pezzettini, unirli alla crema

riempite con la crema il'interno dello zuccotto, livellate bene e tenete in frigo per almeno 6 ore

 sformate lo zuccotto, decoratelo con la frutta tenuta da parte e foglioline di menta

giovedì 13 giugno 2013

Ancora sul Nocino : il nocino di Avellino e il nocino Toscano

Il 18 agosto del 2011 postai la ricetta del nocino che si fa nella provincia di Modena e che da quando sono sposata preparo quasi tutti gli anni http://bontalandia2.blogspot.it/2011/08/nocino-di-modena.html
adesso posto la ricetta di altri due tipi di nocino, il primo è eccezionale , molto buono e viene dalla famiglia del marito di mia sorella, il secondo invece dai quaderni di mia zia da parte di babbo della provincia di Arezzo

La notte tra il 23 e il 24 giugno era considerata una notte magica
la rugiada in particolare si diceva che desse un tocco benefico a tutto ciò che baciava cominciando con erbe fiori e frutti
tra questi ultimi le noci ancora acerbe, e il loro mallo verde
si raccoglievano di notte e si verificava la giusta consistenza trapassandole con uno spillone che doveva passare il frutto da parte a parte in quanto l'interno è di consistenza gelatinosa
con queste noci si preparava il nocino

metto due ricette: quella tradizionale di Avellino e una più leggera e aromatica alla toscana

LA RICETTA TRADIZIONALE DI AVELLINO
per i campani preparare il nocino è una cerimonia: si dice che bisogna prepararlo il giorno di san Giovanni e filtrarlo il giorno di san Domenico (8agosto)
ingredienti per un litro
12 noci verdi di san Giovanni
1 l di alcool a  95°
800 g zucchero semolato
12 tazzine di buon caffè appena tostato e macinato al momento preparato con acqua pura (niente cloro) con la caffettiera napoletana
profumo di noce moscata
un pizzico di cannella
2 chiodi di garofano

tagliare in 4 le noci e riponetele in un vaso di vetro con le spezie e l'alcool: chiudete ermeticamente e fate riposare per un mese e mezzo agitando periodicamente
filtrate il liquore con un colino a trama fitta unite lo zucchero e il caffè freddo
mescolate fino a che lo zucchero è sciolto completamente , filtrate di nuovo e imbottigliatelo
conservate il vostro nocino in luogo fresco e aspettate un anno , se desiderate apprezzare al meglio tutte le sue caratteristiche organolettiche servitelo liscio a 16-18° come digestivo a fine pasto

IL NOCINO AROMATICO
Ingredienti per un litro
15 noci verdi di san Giovanni
350 ml di alcool da liquore a 95°
600 ml di malvasia (o grappa)
150 g zucchero semolato
3 chiodi di garofano
1nonnulla di cannella
la scorza sottile di un limone bio
1 rametto di timo e uno di menta piperita
i petali di una rosa rossa profumata e non trattata privi dell'unghia gialla

riunite le noci tagliate in 4 e tutti gli ingredienti i un vaso di vetro e poneteli a macerare per 4 mesi possibilmente al sole scuotendo una volta al giorno
colate filtrate e imbottigliate  e fate maturare per 8 mesi
filtrate ancora reimbottigliate e fate riposare in luogo fresco e buio ... finchè resistete 



sabato 8 giugno 2013

Antipasto misto di salame e formaggi

per l'aperitivo del compleanno di Marcello

Ingredienti per 8 persone

Cestini:
200g robiola, 150 g ricotta, 100 g caprino


24 foglie di erbette
10 olive verdi
3 filetti di acciuga sotto sale o sott'olio
3pomodori secchi
basilico , aglio


olio evo, sale pepe

per i rotolini
16 fette salame milano
6 uova
3 filetti di acciughe sott'olio
capperi, prezzemolo e sale

cominciamo dai cestini
sbollentare le erbette e porle ad asciugare


lavorare col cucchiaio i 3 formaggi e amalgamarvi un trito formato dagli altri ingredienti, condite con sale pepe e olio


mettere il composto in un sap e spremere un ciuffo di crema in ogni foglia (io le ho tagliate a metà) rialzate i 4 lembi delle foglie lungo il ciuffetto di formaggio facendovele aderire


Adesso i rotolini
rassodate le uova, sgusciatele e frullatele fini con un cucchiaio di capperi, le acciughe e un ciuffo di prezzemolo, deve venire una pasta


farcite le fette con questa pasta e arrotolatele a sigaretta


disponete i rotolini el piatto di servizio alternandoli ai cestini e servite  con un rosso secco, di corpo come il Croatina di San Colombano

Uova di quaglia con salumi

ho utilizzato questa preparazione come centrotavola della mia tavola di Pasqua
18 uova di quaglia
alcune fettine di: mortadella, speck, salmone e tonno affumicati

ho fatto rassodare le uova di quaglia mettendole a bagno in acqua fredda, portandole ad ebollizione e poi lasciandole bollire piano per 4 minuti
poi con pazienza le ho sgusciate
ho tagliato le fettine dei salumi e dei pesci di misura e vi ho avvolto le uova di quaglia, fermando il camicino  con uno stuzzicadenti
ho messo i bocconcini  in un vassoio decorando a tema

Le tigelle montanare

questa preparazione è tipica dell'appennino modenese
io ho imparato a farla da mia suocera che usa il lievito di birra
però da quando possiedo la pasta madre preferisco utilizzarla il più possibile  e così ho cercato sul web il modo di adattare la mia ricetta ai tempi di lievitazione della pasta madre
IN rete si trova ormai di tutto e ci sono numerosi articoli sulle tigelle, sulla loro origine, su come si devono chiamare veramente e su dove si cuociono
quindi, contrariamente alla mia abitudine, eviterò di fare il cappello culturale e passerò subito alla ricetta
ho trovato in un blog molto ben fatto  la ricetta delle tigelle praticamente uguale a quella di mia suocera escludendo il lievito e così mi sono ispirata a quella
http://le-ricette-della-nonna.blogspot.it/2012/04/tigelle-montanare-con-lievito-madre.html

ecco le mie tigelle

INGREDIENTI (per circa 40 tigelle/per 6-8 persone)
1 kg di farina 00
300 gr di pasta madre, rinfrescata la sera precedente
500 ml di acqua
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva (mio suocera usa olio monoseme, io uso olio evo delicato toscano)
2 cucchiaini di sale fino
Mescolare tutti gli ingredienti impastando per qualche minuto, fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Formare una palla e farla lievitare una notte, coperta con una ciotola, a temperatura ambiente.   
da qui in poi la miA  lavorazione si scosta da quella della blogger che ho citato, perché io seguo la tradizione di famiglia
la mattia successiva si prende la pasta e la si schiaccia sulla spianatoia leggermente infarinata, poi si stende col mattarello ad uno spessore di circa 1 cm

usando uncoppapasta dal diametro appena inferiore a quello delle sagome nella tigelliera tagliare le pastine
porre attenzione nel riutilizzare i ritagli: non lieviteranno benissimo quindi cercare di farne pochi e di metterli insieme e poi schiacciarlo col mattarello evitando di impastarli troppo
lasciare lievitare coperto per circa 3 ore in maniera che  dischetti si gonfino bene
mettere la tigelliera sul fuoco e ungere bene le formine. aspettare che sia ben calda altrimenti la pasta si attacca al ferro
mettere le tigelle e chiudere la tigelliera
dopo circa 4 minuti girare la piastra e cuocere dall'altra parte. mano a mano che la cottura prosegue ci vorrà meno tempo perché la tigelliera accumula il calore

 qui c'è Marcello all'opera ^_^

 tradizionalmente si servono con affettati misti, formaggi e col pesto di lardo spolverato con parmigiano reggiano grattugiato, tagliandole a metà e farcendole a piacere




per fare il pesto di lardo bisogna procurarsi del lardo e del rosmarino che si tritano fino ad ottenere una pasta saporita che si scioglie col calore della tigella, perché vanno mangiate belle calde per assaporare tutta la loro fragranza

mercoledì 5 giugno 2013

Lemon bars

deliziosi cubetti al limone (si sente tanto il limone )

Ingredienti per la base:

250 g burro, 125 g zucchero 250 g farina, pizzico di sale.

montare burro e zucchero come per fare una crema, aggiungere farina e sale e amalgamare bene.



ungere una teglia quadrata e stendere la pasta.


cuocere in forno a 160°C per 20 minuti.



 Per la crema:
 2 uova, 250 g zucchero semolato, 2 cucchiai di farina, succo e buccia grattugiata di 2 limoni bio.


montare le uova e lo zucchero, quando scrivono unire piano piano la farina e il succo e la buccia del limone.


 colare sulla pasta dentro alla teglia e rimettere in forno per altri 25 minuti.


 Fare freddare dentro la teglia, tirare fuori, tagliare a quadri e spolverare con lo zav







venerdì 31 maggio 2013

LA CURA DEI TAPPETI

i tappeti subiscono la quotidiana aggressione di scarpe, polvere, piccoli incidenti domestici
dal più economico al più pregiato , averne cura non è difficile: ecco come farli durare a lungo
OGNI SETTIMANA
la polvere e il terriccio penetrano nel tappeto e rovinano il pelo
bisogna passare l'aspirapolvere almeno un giorno sì e uno no specie nelle stanze più frequentate
il battitappeto, dall'azione più aggressiva, va passato una volta alla settimana, specialmente nei tappeti pregiati o antichi
quelli davvero molto antichi vanno puliti ancora più di rado con questo elettrodomestico
due o tre volte all'anno i tappeti vanno rivoltati e puliti anche dal rovescio
OGNI ANNO
tappeti grandi e piccoli hanno bisogno di essere puliti a fondo una o due volte l'anno 
se si pensa di farlo da sé bisogna leggere con attenzione l'etichetta, seguire alla lettera le istruzioni del fabbricante e ricordarsi che:
si deve
- provare lo shampoo che si intende adoperare in un angolo nascosto per saggiare i colori
- dopo lo shampoo passare l'aspirapolvere almeno 12 volte, incrociando le passate. l'ultima va fatta nel senso del pelo per farlo rimanere bello dritto
non si deve
- bagnare esageratamente il tappeto perché può restringersi e la trama del rovescio può macchiare la superficie
- fare lavaggi frequenti perché possono indebolire le fibre  e danneggiare la trama
- rimettere a posto i mobili prima che il tappeto si a perfettamente asciutto perchè il peso può causare danni irreparabili al pelo umido 
- usare calore artificiale per asciugare più in fretta il tappeto
quale shampoo?
gli shampoo più facili da usare sono quelli in schiuma ad asciugatura rapida: assorbono lo sporco e asciugano in fretta si passa quindi l'aspirapolvere: i tipi aerosol sono pratici per togliere le macchie 
i tappeti molto sporchi vengono meglio coll'apparecchio a  getto di vapore : lo shampoo viene spruzzato ad alta pressione e poi risucchiato dall'aspirapolvere 
il tocco del professionista
a meno che non si abbiano conoscenze personali, le Pagine Gialle sono il posto migliore dove cercare le imprese di pulizia
è bene farsi fare più di un preventivo e ottenere risposte chiare a queste domande
- l'impresa è assicurata? le migliori imprese ammettono che qualcosa possa andare storto
- il prezzo è comprensivo del trasporto e dell'eventuale spostamento di mobili?
- puliscono sul posto o portano via il tappeto?
- qual è il costo se siete voi a portare il tappeto in tintoria? (utile per tappeti di piccole dimensioni)
QUANDO è NUOVO
un tappeto nuovo può perdere una grande quantità di pelo... non c'è da preoccuparsi
si spazzola leggermente la superficie o si usa la scopa di saggina fino a che  il pelo non viene più via
se spunta qualche fiocco sparso o qualche filo allentato, regolarli con attenzione con un paio di forbici affilate
non strapparli o tirarli
terminata questa fase iniziale passare normalmente l'aspirapolvere  
LA SCOPA
le tradizionali scope di saggina sono sempre l'ideale per i tappeti nuovi e per la pulizia rapida tra una passata e l'altra del battitappeto 
in alternativa si può usare una spazzola morbida specie per i tappeti antichi e di valore
CONTRO L'USURA
- tenere lo zerbino davanti alla porta esterna
- spostare di tanto in tanto i mobili per rendere omogeneo il consumo del tappeto (o girare il tappeto)
ricordarsi di alzare i mobili pesanti facendosi aiutare e non di trascinarli
- in casa limitare, per quanto è possibile , l'uso di tacchi sottili e suole di gomma che schiacciano  e fregano il pelo
ALT ALL'ELETTRICITà STATICA
i tappeti in fibra artificiale richiedono più attenzione di quelli in fibre naturali (lana) perchè producono elettricità che attira al polvere: è meglio sceglierne uno con trattamento antistatico
la mancanza di umidità aggrava spesso il problema (per esempio col riscaldamento centrale) per cui un umidificatore può essere d'aiuto 
sconsiglio a  priori i trattamenti spray antistatici: alcuni lasciano un residuo per cui il tappeto si sporca ancor più rapidamente
PREVENIRE E PROTEGGERE
ci sono vari trattamenti professionali per evitare che i tappeti si sporchino con frequenza e per renderne più facile al pulitura: uno di questi, il più conosciuto, è il trattamento antimacchia che impedisce alle macchie  di penetrare in profondità: questo trattamento deve essere eseguito da professionisti e il prezzo varia da città a città
un trattamento resiste per 2 o 3 shampoo
AMMACCATURE
un pelo ammaccato rovina rapidamente l'aspetto del tappeto ; le fibre artificiali sono particolarmente portate ad appiattirsi 
aspirapolvere regolare e una spazzolata ogni tanto fanno molto
se il tappeto si è ammaccato provate a:
- fregare le fibre col bordo di una moneta  
- premere leggermente la zona con un ferro da stiro a vapore su un panno asciutto quindi spazzolare delicatamente
PELO LUNGO
i tappeti a pelo lungo andrebbero rastrellati almeno una volta alla settimana con un rastrello epr tappeti prima di passare l'aspirapolvere 
si rimuove lo sporco profondo ed il pelo viene mantenuto morbido e sollevato 
il rastrello dovrebbe essere usato anche dopo lo shampoo 
LUNGA DURATA
fate ruotare spesso i tappeti e passate l'aspirapolvere anche sul rovescio per toglier a fondo la polvere che si deposita 
non si deve mai passare l'aspirapolvere sulle frange perchè si rovinano
per evitare che gli angoli dei tappeti si rovinino cucire sul rovesci le apposite placche in metallo oppure dei cartoni  tagliati a forma di L
per ravvivare i colori un po' spenti cospargete abbondantemente il tappeto di sale fino e poi dopo un'ora passate l'aspiraolvere
METTERE VIA I TAPPETI
se desiderate riporre i tappeti nella stagione estiva essi vanno posti all'aria per qualche ora poi sbattuti col battipanni
dopo aver passato il battitappeto dal rovescio, si puliscono dal dritto a secco con crusca scaldata in forno e una spazzola, oppre con uno straccio imbevuto di petrolio
si passa il battitappeto per eliminare ogni traccia e poi si coprono con fogli di giornale (si può omettere in questo caso la naftalina) oppure si mettono pezzi di canfora avvolti in carta
si arrotola il tappeto e si fascia bene con carta di giornale chiudendo con nastro da pacchi o spago e si ripone in luogo fresco