E' merito di questa amica incontrata grazie a Facebook se sono riuscita a produrre i miei primi culurgiones in maniera abbastanza simile agli originali
sua è la ricetta e grazie al video che mi ha mostrato suo il merito di avermeli fatti confezionare
giorno dopo giorno, provo e assaggio piatti che provengono da varie fonti: piatti regionali, piatti internazionali, piatti di grandi chef, piatti di cuochi amatoriali... non ripeto mai due volte la stessa ricetta, non mi precludo la scelta di alcun ingrediente. Uniche regole: l'eccellenza, la sostenibilità e l'adesione il più possibile alla ricetta originale
martedì 2 luglio 2013
lunedì 1 luglio 2013
Involtini alla lunigianese o "fasatèla"
Involtini lunigianesi o FASATELA
- ingredienti per 4 persone:
4 fette di vitellone da circa 150 g l'una,
400 g bietola lessata e tritata,
2 toscanelli,
2 uova,
2 cucchiai di pecorino grattugiato e 2 di parmigiano,
1 pugno di mollica di pane bagnata in latte,
noce moscata,
salsa di pomodoro al rosmarino. -
Battere bene le fettine.
impastare le bietole, le salsicce spellate, le uova, i formaggi, la mollica, aromatizzare con sale pepe e noce moscata.-
stendere una bella noce di ripieno su ogni fettina e poi arrotolare il tutto e fermare con stecchino o spaghino.
- Cuocere in abbondante salsa di pomodoro per un'ora a fuoco basso in modo che la carne diventi bella morbida. In stagione la salsa può essere arricchita con 200 g di funghi porcini.
Le bietole possono essere arricchite con borragine. Fasatèla significa in dialetto "fasciatella"
- ingredienti per 4 persone:
4 fette di vitellone da circa 150 g l'una,
400 g bietola lessata e tritata,
2 toscanelli,
2 uova,
2 cucchiai di pecorino grattugiato e 2 di parmigiano,
1 pugno di mollica di pane bagnata in latte,
noce moscata,
salsa di pomodoro al rosmarino. -
Battere bene le fettine.
impastare le bietole, le salsicce spellate, le uova, i formaggi, la mollica, aromatizzare con sale pepe e noce moscata.-
stendere una bella noce di ripieno su ogni fettina e poi arrotolare il tutto e fermare con stecchino o spaghino.
- Cuocere in abbondante salsa di pomodoro per un'ora a fuoco basso in modo che la carne diventi bella morbida. In stagione la salsa può essere arricchita con 200 g di funghi porcini.
Le bietole possono essere arricchite con borragine. Fasatèla significa in dialetto "fasciatella"
venerdì 28 giugno 2013
tortine Bakewell
Dolce tipico inglese, io ho fatto la versione a crostatina invece che la torta intera
Ingredienti per 12 crostatine
frolla:
375 g farina debole
185 g burro
25 g zucchero semolato+1 torlo
1 pizzichino di sale+acqua
ripieno
4 cucchiai di marmellata di lamponi ( o altra a piacere, io ho usato fragola)
100 g burro morbido
110 g zucchero semolato
110 g farina di mandorle
1 uovo medio
1/2 cucchiaino di aroma di mandorle
1 cucchiaio di farina
copertura
mandorle in scaglie
zav
preparate la mezza frolla aggiungendo poca acqua in modo che le briciole di pasta stiano insieme, onete in frigorifero per circa 1 ora
scaldate il forno a 180°C e imburrate 12 formine
stendete la pasta frolla e rivestite le formine, mettete sul fondo un velo di marmellata

montate a frusta il burro collo zucchero e unite a cucchiaiate l'uovo sbattuto, create una crema omogenea

aggiungete i rimanenti ingredienti e formate la crema frangipane

versatela nelle tortine e livellatela aiutandovi con una spatola inumidita, (oppure usate il sap)

spolverate con le lamelle di mandorle e infornate per 25-30 minuti, devono uscire dorate

fate raffreddare, sformate e spolverate con lo zav


Ingredienti per 12 crostatine
frolla:
375 g farina debole
185 g burro
25 g zucchero semolato+1 torlo
1 pizzichino di sale+acqua
ripieno
4 cucchiai di marmellata di lamponi ( o altra a piacere, io ho usato fragola)
100 g burro morbido
110 g zucchero semolato
110 g farina di mandorle
1 uovo medio
1/2 cucchiaino di aroma di mandorle
1 cucchiaio di farina
copertura
mandorle in scaglie
zav
preparate la mezza frolla aggiungendo poca acqua in modo che le briciole di pasta stiano insieme, onete in frigorifero per circa 1 ora
scaldate il forno a 180°C e imburrate 12 formine
stendete la pasta frolla e rivestite le formine, mettete sul fondo un velo di marmellata
montate a frusta il burro collo zucchero e unite a cucchiaiate l'uovo sbattuto, create una crema omogenea
aggiungete i rimanenti ingredienti e formate la crema frangipane
versatela nelle tortine e livellatela aiutandovi con una spatola inumidita, (oppure usate il sap)
spolverate con le lamelle di mandorle e infornate per 25-30 minuti, devono uscire dorate
fate raffreddare, sformate e spolverate con lo zav
martedì 25 giugno 2013
Raviolini di formaggio di capra co pesto di menta, pinoli e pistacchi
ingredienti per 8 persone
per la pasta:
- 400 g farina di grano duro,
4 uova,
250g di formaggio caprino morbido,
50 g ricotta,
1 ciuffo di erba cipollina, scorza grattugiata di un limone,
2 cucchiai di olio
- per il pesto:
2 zucchine tenere liguri trombette (in alternativa 4 zucchine chiare tenere)
parmigiano grattugiato,
2 cucchiai di pinoli,
2 cucchiai di pistacchi sgusciati,
1 mazzetto di menta e 1 di basilico,
olio evo, sale
I RAVIOLI:
impastare la farina con le uova e l'olio (io non metto il sale) fare riposare coperta 30 minuti. nel frattempo mescolare i formaggi con la buccia di limone e la cipollina tritata.
preparare i raviolini con la raviolamp stampo piccolino.
IL PESTO:
grattugiare a crudo le zucchine, saltarle in padella con 2 cucchiai di olio per un minuto, salarle e metterle nel frullatore con i mazzetti di erbe aromatiche , unire due cucchiai di grana e tanto olio da fare un pesto morbido .
tostate i pinoli e i pistacchi in padella per pochi secondi.
condite i raviolini con la salsa e decorate con la frutta secca
per la pasta:
- 400 g farina di grano duro,
4 uova,
250g di formaggio caprino morbido,
50 g ricotta,
1 ciuffo di erba cipollina, scorza grattugiata di un limone,
2 cucchiai di olio
- per il pesto:
2 zucchine tenere liguri trombette (in alternativa 4 zucchine chiare tenere)
parmigiano grattugiato,
2 cucchiai di pinoli,
2 cucchiai di pistacchi sgusciati,
1 mazzetto di menta e 1 di basilico,
olio evo, sale
I RAVIOLI:
impastare la farina con le uova e l'olio (io non metto il sale) fare riposare coperta 30 minuti. nel frattempo mescolare i formaggi con la buccia di limone e la cipollina tritata.
preparare i raviolini con la raviolamp stampo piccolino.
IL PESTO:
grattugiare a crudo le zucchine, saltarle in padella con 2 cucchiai di olio per un minuto, salarle e metterle nel frullatore con i mazzetti di erbe aromatiche , unire due cucchiai di grana e tanto olio da fare un pesto morbido .
tostate i pinoli e i pistacchi in padella per pochi secondi.
condite i raviolini con la salsa e decorate con la frutta secca
lunedì 24 giugno 2013
Cos'è Bloglovin?
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questo è quello che mi apparve quando cercai di iscrivermi a questa grande community
sono cose che non riesco a capire appieno
è qui che si vede tutta la mia incompetenza informatica
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sono cose che non riesco a capire appieno
è qui che si vede tutta la mia incompetenza informatica
domenica 23 giugno 2013
Il gelato alla crema fiorentina
IL GELATO FIORENTINO
Il vero boom del gelato in Italia si ebbe con il Rinascimento (XVI secolo), con importanti nomi che ne segneranno la storia futura.
Primo tra tutti fu tale Ruggeri, un pollivendolo e un cuoco a tempo perso fiorentino che si presentò ad una gara tra i migliori cuochi della Toscana indetta dalla Corte dei Medici, con tema “il piatto più singolare che si fosse mai visto”. Ruggeri decise di prendere parte al concorso preparando un “dolcetto gelato” con ricette ormai quasi dimenticate: il suo “sorbetto” finì con il conquistare tutti i giudici e così lui e la sua ricetta diventarono subito molto famosi in tutta la regione, e richiesti ovunque.
Anche Caterina de’ Medici, alla partenza del viaggio che l’avrebbe poi vista sposa del futuro Re di Francia, il duca Enrico d’Orleans, volle portare con sé Ruggeri, che considerava l’unico pasticciere in grado di umiliare i francesi. Portato così a Marsiglia, durante il banchetto di nozze, Ruggeri fece conoscere ai ricchi francesi il suo famoso gelato, la cui ricetta era “ghiaccio all’acqua inzuccherata e profumata”.
Questo era il 1533, quando il famoso pasticcere cominciò a dare libero sfogo alla sua fantasia culinaria, creando piccole miniature e nuove forme di gelato, arrivando però ben presto a farsi odiare da tutti i cuochi della capitale per la sua maestria. Fu così che un giorno decise di scrivere la famosa ricetta segreta e di farla recapitare a Caterina con un ultimo messaggio di congedo, dove diceva di ritornare ai suoi polli abbandonando tutta quella fama che lo aveva reso oggetto di troppe ostilità. A questo punto cuochi e pasticceri al seguito di Caterina de’ Medici si ritrovarono la fortuna di poter diffondere il gelato in tutta la Francia.
Sempre a Firenze nel ‘500, il famoso architetto scultore e pittore Bernardo Buontalenti, che aveva la passione per la cucina, fu incaricato di preparare suntuosi banchetti per ospiti italiani e stranieri, dove ebbe la possibilità di presentare i suoi favolosi dolci ghiacciati, nati da elaborazioni personali e certamente superiori a quelli fino ad allora prodotti.
Questi gustosi dessert erano a base di zabaione e frutta, ed ebbero un successo strepitoso, dando origine alla famosa “crema fiorentina” o “gelato buontalenti” che ancora oggi si può gustare in tutte le migliori gelaterie, soprattutto a Firenze.
Liberamente tratto da:
“Scienza e tecnologia del gelato artigianale” di Luca Caviezel – Chiriotti editore
Si racconta di un episodio che connotò nella storia la personalità dell'architetto come inventore del gelato. I Medici lo incaricarono, in occasione dell'arrivo dell'ambasceria di Spagna, di organizzare festini sontuosi, tali da "far rimanere come tanti babbei gli stranieri, e spagnoli per giunta".
Buontalenti si mise all'opera e possiamo immaginare strade e piazze inghirlandate, illuminate da migliaia di torce accese e, a sprazzi, da stupefacenti fuochi artificiali. Ma la parte più importante delle feste era quella dedicata ai banchetti, veri e propri tributi di abbondanza e creatività.
Proporre nei servizi di credenza monumentali dolci freddi era già in uso fin dai tempi di Ruggeri, ma Bernardo Buontalenti intervenne sul sapore e la composizione del sorbetto, operando la prima grande trasformazione della storia del gelato. Sperimentò una nuova miscela da gelare, a base di latte, miele, tuorlo d'uovo e un tocco di vino, e presentò dolci ghiacciati che superavano, come gusto e composizione, quelli del passato. Nascevano infatti la crema all'uovo e lo zabaione.
L'intervento di Buontalenti rivoluzionò la storia del gelato: da quel momento tutto si poteva gelare, anche le materie grasse come il latte e le uova. E proprio grazie al latte e alle uova il sapore del dolce freddo diventava improvvisamente rotondo, vellutato: una carezza per il palato più esigente.
Solo il Rinascimento Italiano, e fiorentino in particolare, con quel clima culturale così unico, ha potuto produrre una tale meraviglia.
Il vero boom del gelato in Italia si ebbe con il Rinascimento (XVI secolo), con importanti nomi che ne segneranno la storia futura.
Primo tra tutti fu tale Ruggeri, un pollivendolo e un cuoco a tempo perso fiorentino che si presentò ad una gara tra i migliori cuochi della Toscana indetta dalla Corte dei Medici, con tema “il piatto più singolare che si fosse mai visto”. Ruggeri decise di prendere parte al concorso preparando un “dolcetto gelato” con ricette ormai quasi dimenticate: il suo “sorbetto” finì con il conquistare tutti i giudici e così lui e la sua ricetta diventarono subito molto famosi in tutta la regione, e richiesti ovunque.
Anche Caterina de’ Medici, alla partenza del viaggio che l’avrebbe poi vista sposa del futuro Re di Francia, il duca Enrico d’Orleans, volle portare con sé Ruggeri, che considerava l’unico pasticciere in grado di umiliare i francesi. Portato così a Marsiglia, durante il banchetto di nozze, Ruggeri fece conoscere ai ricchi francesi il suo famoso gelato, la cui ricetta era “ghiaccio all’acqua inzuccherata e profumata”.
Questo era il 1533, quando il famoso pasticcere cominciò a dare libero sfogo alla sua fantasia culinaria, creando piccole miniature e nuove forme di gelato, arrivando però ben presto a farsi odiare da tutti i cuochi della capitale per la sua maestria. Fu così che un giorno decise di scrivere la famosa ricetta segreta e di farla recapitare a Caterina con un ultimo messaggio di congedo, dove diceva di ritornare ai suoi polli abbandonando tutta quella fama che lo aveva reso oggetto di troppe ostilità. A questo punto cuochi e pasticceri al seguito di Caterina de’ Medici si ritrovarono la fortuna di poter diffondere il gelato in tutta la Francia.
Sempre a Firenze nel ‘500, il famoso architetto scultore e pittore Bernardo Buontalenti, che aveva la passione per la cucina, fu incaricato di preparare suntuosi banchetti per ospiti italiani e stranieri, dove ebbe la possibilità di presentare i suoi favolosi dolci ghiacciati, nati da elaborazioni personali e certamente superiori a quelli fino ad allora prodotti.
Questi gustosi dessert erano a base di zabaione e frutta, ed ebbero un successo strepitoso, dando origine alla famosa “crema fiorentina” o “gelato buontalenti” che ancora oggi si può gustare in tutte le migliori gelaterie, soprattutto a Firenze.
Liberamente tratto da:
“Scienza e tecnologia del gelato artigianale” di Luca Caviezel – Chiriotti editore
Si racconta di un episodio che connotò nella storia la personalità dell'architetto come inventore del gelato. I Medici lo incaricarono, in occasione dell'arrivo dell'ambasceria di Spagna, di organizzare festini sontuosi, tali da "far rimanere come tanti babbei gli stranieri, e spagnoli per giunta".
Buontalenti si mise all'opera e possiamo immaginare strade e piazze inghirlandate, illuminate da migliaia di torce accese e, a sprazzi, da stupefacenti fuochi artificiali. Ma la parte più importante delle feste era quella dedicata ai banchetti, veri e propri tributi di abbondanza e creatività.
Proporre nei servizi di credenza monumentali dolci freddi era già in uso fin dai tempi di Ruggeri, ma Bernardo Buontalenti intervenne sul sapore e la composizione del sorbetto, operando la prima grande trasformazione della storia del gelato. Sperimentò una nuova miscela da gelare, a base di latte, miele, tuorlo d'uovo e un tocco di vino, e presentò dolci ghiacciati che superavano, come gusto e composizione, quelli del passato. Nascevano infatti la crema all'uovo e lo zabaione.
L'intervento di Buontalenti rivoluzionò la storia del gelato: da quel momento tutto si poteva gelare, anche le materie grasse come il latte e le uova. E proprio grazie al latte e alle uova il sapore del dolce freddo diventava improvvisamente rotondo, vellutato: una carezza per il palato più esigente.
Solo il Rinascimento Italiano, e fiorentino in particolare, con quel clima culturale così unico, ha potuto produrre una tale meraviglia.
e dopo codesto lungo cappello storico vediamo come preparare questo delizioso gelato
Ingredienti:
In una pentola sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso e di colore chiaro. Intanto scaldate a fuoco basso il latte e prima che raggiunga l’ebollizione versatelo lentamente e sempre mescolando sulle uova sbattute.
Quando avrete amalgamato il composto riportatelo sul fuoco (o meglio a bagno maria) per qualche minuto sempre mescolando e facendo attenzione che l’uovo non coaguli, se avete un termometro per alimenti cuocete il composto per qualche minuto sempre al di sotto degli 85 °C. (crema inglese)
Togliete dal fuoco il composto e lasciatelo raffreddare completamente. Nel frattempo triturate grossolanamente gli amaretti, consiglio di usare gli amaretti secchi per dolci e non quelli morbidi da mangiare. Quando il composto sarà freddo aggiungete la panna, gli amaretti e la mandorla amara e mescolate con il mixer ad immersione.
Versate il composto nella gelatiera e quando sarà pronto potete servire con un amaretto
come guarnizione.
- 275 ml di latte
- 125 ml di panna
- 3 tuorli
- 90 g di zucchero
- 40 g di amaretti secchi
- 1 cucchiaino di liquore mandorla amara
In una pentola sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso e di colore chiaro. Intanto scaldate a fuoco basso il latte e prima che raggiunga l’ebollizione versatelo lentamente e sempre mescolando sulle uova sbattute.
Quando avrete amalgamato il composto riportatelo sul fuoco (o meglio a bagno maria) per qualche minuto sempre mescolando e facendo attenzione che l’uovo non coaguli, se avete un termometro per alimenti cuocete il composto per qualche minuto sempre al di sotto degli 85 °C. (crema inglese)
Togliete dal fuoco il composto e lasciatelo raffreddare completamente. Nel frattempo triturate grossolanamente gli amaretti, consiglio di usare gli amaretti secchi per dolci e non quelli morbidi da mangiare. Quando il composto sarà freddo aggiungete la panna, gli amaretti e la mandorla amara e mescolate con il mixer ad immersione.
Versate il composto nella gelatiera e quando sarà pronto potete servire con un amaretto
come guarnizione.
Flaxseed Heaven (paradiso dei semi di lino) Pane ai semi di lino
The evening before (I started at 7:00 pm) baking, prepare your dough:
3 oz/85g whole flaxseed (I used the light colored seeds), toast these in a heavy bottom skillet until they jump like popcorn or jumping beans
Next, pour over the hot seeds all at once: 11 oz/311g oz water
Set this mixture aside to cool while you prepare the first stage of the dough:
In your mixing bowl add together:
4 oz/113g vigorous starter @ 100% hydration (fed that morning)
12 oz/340g water
16 oz/453g of good quality bread flour (I have yet to find bread flour better than Morbread by Pendleton Mills in Oregon, for the home baker)
Mix these three ingredients together and expect the dough to be somewhat stiff but still sticky. Allow the dough to autolyse for 30 minutes. When the dough is this thick the gluten bonds well, you should have some great development in your dough after the 30 minutes of autolyse is done.
After autolyse, combine the seed/water mixture and add :
.6 oz/17g salt
Using a mixer on low speed or your hands, mix the stiff dough, the seed/water mixture and the salt together until well incorporated. Then add:
10 oz /283g bread flour
Mix the flour in well. Then cover the bowl of dough well and let it set out overnight at room temperature (I did fold the dough twice before I went to bed).
Now you will be shocked but this dough formula makes 3 lbs 8.6 oz/ 1604g of dough @ 80.6% hydration!!! Wow! It is a sham though, because the seeds soaked up a great deal of the water. The dough is more sticky than usual dough because of the mucilage of the seeds.
It should be a sticky wet dough that still is very easy to handle if you handle it correctly. Keep your fingers wet, spray the working surface with water or oil and handle the dough quickly, keeping your hands clean. The dough feels wonderful with great gluten development by morning.
In the morning (7 a.m. for me) divide the dough into two pieces. Shape boules and place them in bannetons. I staggered the shaping of the second boule 30 minutes after the first. These boules took almost 3.5 hours to proof.
I had my oven and stone preheated to 450F and put in my roasting pan lid to preheat a few minutes before the first loaf went in. When the first loaf was ready (this dough did not show a lot of bubbly activity, it was somewhat quiet and slow to rise), I slashed the dough once, placed it on the hot stone, then sprayed the loaf once all over and placed the hot roasting lid over it. I baked it this way for 20 minutes. Then I took off the lid and allowed the loaf to brown for 15 more minutes, turning it during the baking time so it would brown evenly. Remove and cool loaf. Then repeat the baking with the second loaf.
This bread is super yummy! The crumb is moist and custardy and is full of lovely holes. The smell and taste of roasted flax seeds permeates the whole loaf and is delicious. This would make great sandwich bread if the mayo didnt fall out (I don’t like mayo anyway, I prefer to use Caesar salad dressing instead of mayo, tastes much better!).
questa la ricetta originale di Teresa Greenway
io ho tradotto meglio che ho potuto e ho provato a prepararlo
mi piace come è venuto
la traduzione non è letterale (non mi sembrava utile) ma comprende le mie impressioni, così come l'autrice ha descritto le sue
La sera precedente la preparazione del pane (sono partita alle 19) ho preparato l'impasto:
85 g di semi di lino interi (ho usato la versione chiara) tostati in una padella antiaderente dal fondo pesante fino a che saltano come fagioli saltellanti o pop corn
appena ciò avviene spegnere il fuoco e versarvi sopra di colpo 311 g di acqua. Vedrete che i semini sprigioneranno il loro olio e la consistenza dell'acqua sarà untuosa, tenere la mistura al fresco intanto che si prepara la prima parte dell'impasto
In una ciotola o nella planetaria mescolare insieme:
113 grammi di pasta madre idratata al 100% vigorosa (rinfrescata dal mattino)
340 g di acqua
453 g di farina di buona qualità per pane ( l'autrice parla di bread flour, io ho usato una manitoba molto forte con W400)
Gli americani usano una classificazione delle farine diversa dalla nostra
high gluten flour: farine manitoba più forti, tanto forti da non essere utilizzabili in purezza
-bread flour: farine manitoba meno forti delle prime, comunque più forti delle nostre manitoba. Indicata per i dolci lievitati.
-all-purpose flour: miscela di manitoba e farina di grano tenero. È la più indicata per fare il pane perché con le alrte due viene una mollica dura e troppo chiusa
-cake flour: farina di grano tenero per fare dolci a lievitazione chimica
-pastry flour: come sopra, ma sbiancata e trattata per fare dolci di pasticceria che richiedono il quantitativo minimo di glutine
Mescolare questi tre ingredienti e aspettare che l'impasto si alquanto rigido ma ancora appiccicoso, lasciar fare all'impasto un'autolisi di 30 minuti in maniera che il glutine possa lavorare bene
aggiungere adesso la mistura di acqua e semi e 17 grammi di sale fino , mescolando col mixer a bassa velocità o con le mani fino a che tutti gli ingredienti siano ben incorporati
poi aggiungere 283 grammi di farina forte (quella di prima)
mescolare molto bene, coprire la ciotola con pellicola e lasciare tutta la notte a temp. ambiente (se fa molto caldo consiglio di riporre in frigorifero) io ho fatto 2 pieghe prima di andare a letto
questo tipo di impasto produce 1604 g di pasta all'80,6% di idratazione , ma in realtà è meno perché i semi di lino assorbono parte dell'acqua, l'impasto è più appiccicoso del solito per via della mucillagine dei semi
sembrerebbe un impasto appiccicoso e umido, però è ancora molto facile da maneggiare se toccato correttamente
ecco qua
notare il grande sviluppo di glutina al mattino
per lavorare correttamente questa pasta bisogna inumidire la superficie con acqua o olio, fare lo stesso con le nostre mani e lavorare l'impasto velocemente tenendo le mani sempre pulite
al mattino (alle 7 per me) dividete l'impasto in due parti. formate due filoni e metteteli nei cestini infarinati
io ho scaglionato il modellamento del secondo filone 30 minuti dopo il primo
fare lievitare il tempo necessario (da ricetta almeno 3 ore e mezza)
preriscaldare intanto il forno a 450°F (230°C) e mettere dentro a preriscaldare un coperchio di tegame in modo che diventi rovente per pochi minuti prima di far entrare il primo pane
quando il primo pane a cassetta è pronto (questo impasto non mostra molta attività fermentante, è abbastanza quieto e lento a crescere) tagliare col bisturi o lametta perpendicolarmente, posarlo sulla pietra calda del forno, spruzzare acqua sopra e coprire con il coperchio rovente
Infornare in questo modo per 20 minuti, poi abbassare la temperatura a 200°C e togliere il coperchio in modo da cuocere bene anche sopra. Proseguire per 15 minuti girandolo così da colorirsi dappertutto
Sfornare e mettere a raffreddare su una gratella, ripetere la cottura col secondo pane
3 oz/85g whole flaxseed (I used the light colored seeds), toast these in a heavy bottom skillet until they jump like popcorn or jumping beans
Next, pour over the hot seeds all at once: 11 oz/311g oz water
Set this mixture aside to cool while you prepare the first stage of the dough:
In your mixing bowl add together:
4 oz/113g vigorous starter @ 100% hydration (fed that morning)
12 oz/340g water
16 oz/453g of good quality bread flour (I have yet to find bread flour better than Morbread by Pendleton Mills in Oregon, for the home baker)
Mix these three ingredients together and expect the dough to be somewhat stiff but still sticky. Allow the dough to autolyse for 30 minutes. When the dough is this thick the gluten bonds well, you should have some great development in your dough after the 30 minutes of autolyse is done.
After autolyse, combine the seed/water mixture and add :
.6 oz/17g salt
Using a mixer on low speed or your hands, mix the stiff dough, the seed/water mixture and the salt together until well incorporated. Then add:
10 oz /283g bread flour
Mix the flour in well. Then cover the bowl of dough well and let it set out overnight at room temperature (I did fold the dough twice before I went to bed).
Now you will be shocked but this dough formula makes 3 lbs 8.6 oz/ 1604g of dough @ 80.6% hydration!!! Wow! It is a sham though, because the seeds soaked up a great deal of the water. The dough is more sticky than usual dough because of the mucilage of the seeds.
It should be a sticky wet dough that still is very easy to handle if you handle it correctly. Keep your fingers wet, spray the working surface with water or oil and handle the dough quickly, keeping your hands clean. The dough feels wonderful with great gluten development by morning.
In the morning (7 a.m. for me) divide the dough into two pieces. Shape boules and place them in bannetons. I staggered the shaping of the second boule 30 minutes after the first. These boules took almost 3.5 hours to proof.
I had my oven and stone preheated to 450F and put in my roasting pan lid to preheat a few minutes before the first loaf went in. When the first loaf was ready (this dough did not show a lot of bubbly activity, it was somewhat quiet and slow to rise), I slashed the dough once, placed it on the hot stone, then sprayed the loaf once all over and placed the hot roasting lid over it. I baked it this way for 20 minutes. Then I took off the lid and allowed the loaf to brown for 15 more minutes, turning it during the baking time so it would brown evenly. Remove and cool loaf. Then repeat the baking with the second loaf.
This bread is super yummy! The crumb is moist and custardy and is full of lovely holes. The smell and taste of roasted flax seeds permeates the whole loaf and is delicious. This would make great sandwich bread if the mayo didnt fall out (I don’t like mayo anyway, I prefer to use Caesar salad dressing instead of mayo, tastes much better!).
questa la ricetta originale di Teresa Greenway
io ho tradotto meglio che ho potuto e ho provato a prepararlo
mi piace come è venuto
la traduzione non è letterale (non mi sembrava utile) ma comprende le mie impressioni, così come l'autrice ha descritto le sue
La sera precedente la preparazione del pane (sono partita alle 19) ho preparato l'impasto:
85 g di semi di lino interi (ho usato la versione chiara) tostati in una padella antiaderente dal fondo pesante fino a che saltano come fagioli saltellanti o pop corn
appena ciò avviene spegnere il fuoco e versarvi sopra di colpo 311 g di acqua. Vedrete che i semini sprigioneranno il loro olio e la consistenza dell'acqua sarà untuosa, tenere la mistura al fresco intanto che si prepara la prima parte dell'impasto
In una ciotola o nella planetaria mescolare insieme:
113 grammi di pasta madre idratata al 100% vigorosa (rinfrescata dal mattino)
340 g di acqua
453 g di farina di buona qualità per pane ( l'autrice parla di bread flour, io ho usato una manitoba molto forte con W400)
Gli americani usano una classificazione delle farine diversa dalla nostra
high gluten flour: farine manitoba più forti, tanto forti da non essere utilizzabili in purezza
-bread flour: farine manitoba meno forti delle prime, comunque più forti delle nostre manitoba. Indicata per i dolci lievitati.
-all-purpose flour: miscela di manitoba e farina di grano tenero. È la più indicata per fare il pane perché con le alrte due viene una mollica dura e troppo chiusa
-cake flour: farina di grano tenero per fare dolci a lievitazione chimica
-pastry flour: come sopra, ma sbiancata e trattata per fare dolci di pasticceria che richiedono il quantitativo minimo di glutine
Mescolare questi tre ingredienti e aspettare che l'impasto si alquanto rigido ma ancora appiccicoso, lasciar fare all'impasto un'autolisi di 30 minuti in maniera che il glutine possa lavorare bene
aggiungere adesso la mistura di acqua e semi e 17 grammi di sale fino , mescolando col mixer a bassa velocità o con le mani fino a che tutti gli ingredienti siano ben incorporati
poi aggiungere 283 grammi di farina forte (quella di prima)
mescolare molto bene, coprire la ciotola con pellicola e lasciare tutta la notte a temp. ambiente (se fa molto caldo consiglio di riporre in frigorifero) io ho fatto 2 pieghe prima di andare a letto
questo tipo di impasto produce 1604 g di pasta all'80,6% di idratazione , ma in realtà è meno perché i semi di lino assorbono parte dell'acqua, l'impasto è più appiccicoso del solito per via della mucillagine dei semi
sembrerebbe un impasto appiccicoso e umido, però è ancora molto facile da maneggiare se toccato correttamente
ecco qua
notare il grande sviluppo di glutina al mattino
per lavorare correttamente questa pasta bisogna inumidire la superficie con acqua o olio, fare lo stesso con le nostre mani e lavorare l'impasto velocemente tenendo le mani sempre pulite
al mattino (alle 7 per me) dividete l'impasto in due parti. formate due filoni e metteteli nei cestini infarinati
io ho scaglionato il modellamento del secondo filone 30 minuti dopo il primo
fare lievitare il tempo necessario (da ricetta almeno 3 ore e mezza)
preriscaldare intanto il forno a 450°F (230°C) e mettere dentro a preriscaldare un coperchio di tegame in modo che diventi rovente per pochi minuti prima di far entrare il primo pane
quando il primo pane a cassetta è pronto (questo impasto non mostra molta attività fermentante, è abbastanza quieto e lento a crescere) tagliare col bisturi o lametta perpendicolarmente, posarlo sulla pietra calda del forno, spruzzare acqua sopra e coprire con il coperchio rovente
Infornare in questo modo per 20 minuti, poi abbassare la temperatura a 200°C e togliere il coperchio in modo da cuocere bene anche sopra. Proseguire per 15 minuti girandolo così da colorirsi dappertutto
Sfornare e mettere a raffreddare su una gratella, ripetere la cottura col secondo pane
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